Concessioni balneari, rivoluzione ai 7 Cancelli

8,4 chilometri su 16,8 del litorale comunale di spiagge libere
Risistemate tutte le aree comuni dietro le dune

Parte il nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA), dopo anni di ritardi e di abbandono delle spiagge del Demanio segnando una svolta storica per il litorale di Ostia.

Il percorso, avviato nel novembre 2022 da Roma Capitale, ha aperto una strada alla futura assegnazione tramite gara delle concessioni balneari pluriennali, mettendo fine al lungo periodo caratterizzato da proroghe e bandi annuali.
Il Piano riguarda 11,3 chilometri di arenile di competenza comunale sui 16,8 chilometri complessivi del litorale .
Tra i dati più significativi emerge la forte attenzione alla fruizione pubblica: il 57,6% della costa interessata dal Piano, pari a circa 6,5 chilometri, sarà destinato all’uso libero dei cittadini. Percentuale che sale al 64% considerando anche l’arenile di Castelporziano, interamente pubblico, per un totale di 8,4 chilometri di spiagge gratuite.
Il nuovo assetto prevede il riordino delle attuali 66 concessioni balneari in nuove Unità Minime di Intervento. Cinquanta saranno assegnate attraverso procedure di gara: 35 stabilimenti balneari, 11 attività di ristorazione, tre aree ricreativo-sportive e un servizio di noleggio imbarcazioni.
A queste si aggiungeranno 31 spiagge a pubblica fruizione affidate in convenzione, di cui 11 collegate a punti di ristorazione per garantire servizi ai bagnanti durante la stagione estiva.

Accessibilità, fruibilità e visibilità
Tra le novità più rilevanti spicca l’eliminazione del cosiddetto “lungomuro”, simbolo per decenni della separazione tra città e mare.
Il PUA impone infatti la realizzazione di almeno un accesso pubblico ogni 300 metri lungo il litorale, per un totale di oltre 38 varchi aperti gratuitamente e accessibili 24 ore su 24 durante tutto l’anno.
Ogni passaggio dovrà avere una larghezza minima di tre metri, mentre la fascia di cinque metri dalla battigia dovrà rimanere sempre libera da attrezzature e ostacoli. Anche la distribuzione delle spiagge libere sarà completamente ripensata.
Il Piano stabilisce la presenza di una spiaggia pubblica ogni 300 metri di costa, evitando le concentrazioni in aree marginali e garantendo a residenti e turisti la possibilità di raggiungere gratuitamente il mare percorrendo al massimo 150 metri. Grande attenzione viene riservata anche alla valorizzazione del paesaggio.
Le nuove concessioni dovranno garantire una visuale libera verso il mare su almeno il 50% del proprio fronte, con recinzioni e separatori che non potranno superare 1,10 metri di altezza.
Le strutture balneari saranno limitate a cinque metri di altezza e dovranno essere costruite con materiali naturali e reversibili, privilegiando il legno certificato ed escludendo il cemento armato.
Inoltre, almeno il 75% delle superfici dovrà rimanere permeabile.
Il Piano tutela inoltre il patrimonio storico del litorale. Gli edifici balneari riconosciuti dalla Carta per la Qualità del Piano Regolatore Generale diventano invarianti urbanistiche e dovranno essere conservati e valorizzati dai futuri concessionari nel rispetto delle caratteristiche architettoniche originarie.
Sul fronte dell’inclusione, il nuovo PUA introduce misure specifiche per garantire l’accessibilità universale.
Tutti gli stabilimenti dovranno essere privi di barriere architettoniche, mentre sarà realizzata una spiaggia dedicata alle persone con gravi disabilità, dotata di passerelle fino alla battigia, carrozzine da spiaggia e ombrelloni ad apertura automatica. Sono inoltre previste aree dedicate agli animali da compagnia, al turismo naturista e persino uno spazio destinato alla celebrazione di matrimoni civili sul mare. Tra gli obiettivi strategici figura anche la destagionalizzazione delle attività.
I concessionari potranno mantenere aperte le strutture da ottobre ad aprile organizzando eventi culturali, attività sportive, iniziative enogastronomiche e programmi di educazione ambientale.
In cambio dovranno garantire servizi essenziali, come servizi igienici, pulizia e manutenzione, rimuovendo però le attrezzature stagionali al termine dell’estate. L’adozione definitiva del Piano recepisce integralmente le prescrizioni emerse dalla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della Regione Lazio.
Tra gli approfondimenti introdotti figurano la mappatura completa delle concessioni esistenti, il rilievo plano-altimetrico dei manufatti presenti sul litorale, un nuovo schema di assetto delle attività e un’analisi del carico antropico che, nei periodi di massima affluenza estiva, supera le 22.800 presenze giornaliere. Ora il percorso amministrativo entra nella fase conclusiva.
Roma Capitale convocherà la Conferenza dei Servizi con Regione Lazio, Agenzia del Demanio, Capitaneria di Porto, Soprintendenza e gli altri enti competenti. Il procedimento avrà una durata massima di 45 giorni e consentirà di acquisire tutti i pareri necessari per l’approvazione definitiva del Piano, che tornerà successivamente all’esame dell’Assemblea Capitolina per la ratifica finale.
Con il nuovo PUA, l’amministrazione punta a ridisegnare il rapporto tra Ostia e il mare, aumentando gli spazi pubblici, migliorando l’accessibilità e creando le condizioni per un rilancio turistico e ambientale dell’intero litorale romano.

Gerardo Teta
Da La Gazzetta della Capitale n. 4/5/6-2026