Antincendio, dal 26 settembre scatta l’obbligo di tecnici manutentori qualificati

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Archiviata la fase di transizione, la sicurezza antincendio nei condomini italiani volta pagina.
A partire dal 26 settembre 2026, i controlli e la manutenzione di estintori, porte tagliafuoco e impianti di allarme dovranno essere affidati esclusivamente a Tecnici Manutentori Qualificati (TMQ) in possesso di una specifica certificazione rilasciata o riconosciuta dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
È quanto ricorda il Ministero dell’Interno, ponendo fine al periodo transitorio avviato con il Decreto Controlli del 1° settembre 2021. Una novità di primo piano per amministratori di condominio e proprietari di immobili, chiamati a verificare la regolarità delle ditte appaltatrici per evitare sanzioni e garantire la piena efficienza dei sistemi di sicurezza.

Quali dispositivi rientrano nell’obbligo?
La nuova normativa non ammette improvvisazione.
La qualifica professionale è vincolata ai singoli dispositivi e non è interscambiabile: un tecnico abilitato per gli estintori, ad esempio, non potrà automaticamente intervenire su impianti più complessi se non possiede la specifica abilitazione per quel settore.

Tra i presidi interessati figurano:
1) Estintori portatili e carrellati
2) Reti e impianti di idranti antin-cendio
3) Impianti di rivelazione e allarme incendio
4) Porte e chiusure tagliafuoco o antifumo
5) Sistemi di evacuazione naturale e forzata di fumo e calore

Chi è il Tecnico Manutentore Qualificato?
Il TMQ è la figura centrale della riforma.
Per ottenere l’attestato, i professionisti devono superare un iter rigoroso che comprende una formazione teorico-pratica e una valutazione ufficiale davanti alle commissioni dei Vigili del Fuoco.
Per i lavoratori di lungo corso è prevista una corsia preferenziale:
chi poteva vantare almeno tre anni di esperienza documentata alla data del 25 settembre 2022 ha potuto accedere direttamente all’esame di valutazione, bypassando i corsi formativi obbligatori.
Tuttavia, l’esperienza pregressa, da sola, non costituisce più un titolo sufficiente senza il completamento della procedura di qualificazione.

Cosa cambia per gli amministratori di condominio?
Per chi gestisce edifici condominiali dotati di impianti antincendio, l’entrata a regime del decreto impone un cambio di passo immediato. Non basterà più affidarsi a contratti di manutenzione generici o basati unicamente sull’esperienza storica dell’impresa fornitrice.
L’amministratore avrà il compito di verificare preventivamente che il personale operativo inviato in condominio possieda l’attestato ufficiale di qualificazione per lo specifico impianto su cui deve intervenire.
Un controllo preventivo fondamentale, specie in vista dei cicli di manutenzione periodica programmati per l’autunno.

Gerardo Teta
Da La Gazzetta della Capitale n. 7/8/9-2026